2011 IN LANGA, RETROSPETTIVA DI UN MILLESIMO FIGLIO DEL SOLE.

2011 IN LANGA, RETROSPETTIVA DI UN MILLESIMO FIGLIO DEL SOLE.
Il millesimo è la firma che il tempo appone su una bottiglia di vino: il contributo, non sostituibile e non replicabile, che la natura apporta alla realizzazione di un’opera unica.

Al decimo anno dalla vendemmia, giovedì ventisette maggio 2021 all’ombra degli ulivi di San Lorenzo in Scanno, è stato interessante porre sotto la lente di ingrandimento lo stato evolutivo e i tratti distintivi dell’annata 2011 in Langa, spaziando tra una ventina di espressioni di Barolo e Barbaresco.

Etichettata come l’ennesima “annata calda” dell’ultimo ventennio, la 2011 esce sul mercato nel silenzio della critica, ancora afona per via del clamore suscitato dalla raccolta precedente e con la penna già proiettata verso la più tardiva 2013. Questo nonostante un ciclo vegetativo che si è consumato senza particolari preoccupazioni agronomiche, all’insegna di giornate soleggiate e temperature sostenute, ma prive di eccessi distribuiti su larga scala.

L’annosa questione delle annate calde, sempre più frequenti a partire dal millesimo 1997, è oramai uno dei punti di maggiore discussione sul tavolo dei vignaioli di tutto il globo, impegnati nell’adozione di strategie agronomiche in grado di contrastarne gli effetti negativi. Quelle che un tempo erano gradite eccezioni positive, ora sono una costante che impone un’analisi più approfondita anche da parte di chi si occupa di divulgazione, per non rischiare di confondere i parametri di una nuova idea di “classicità” con le difficolta delle annate minori. In una estrema sintesi si tratta di distinguere tra annate solari e annate siccitose, ovvero tra annate in cui le viti riescono comunque a portare a termine la maturazione fenolica nei grappoli e annate in cui ciò non avviene.

In quest’ottica il 2011 è un millesimo senz’altro positivo, con valori che diventano eccellenti nelle vigne più alte o ventilate e con maggiori riserve idriche, per un risultato nel calice luminoso ed espressivo, in parecchi casi già approcciabile in fase giovanile. Un millesimo che al netto delle rare trame tanniche più irrequiete dimostra di preferire la quiete alla tempesta, la bonaccia alla maretta, rimanendo tuttavia un eccellente lettore dei valori e dei tratti distintivi dei singoli cru, cosa non avvenuta con la medesima definizione in annate quali la 2003 o la 2009. In questo senso le soprese nel calice sono state poche, con Barolo che dalla dorsale più occidentale (Verduno-La Morra-Novello) ha fornito i vini più docili, da quella centrale (Castiglione Falletto- Monforte d’Alba) i vini più solidi e in quella più orientale (Serralunga d’Alba) ha unito come al solito al meglio struttura e finezza. Stesso discorso sul fronte del Barbaresco, con le vigne di Neive che hanno espresso una buona sostanza del sorso, quelle di Treiso una maggiore tensione verticale e quelle di Barbaresco che hanno patito un po’ di più nei suoli più caldi e drenanti (Asili) per esaltarsi nei suoli più tenaci (Rabajà).

L’ANDAMENTO CLIMATICO DEL MILLESIMO 2011

L’annata parte con una buona disponibilità idrica per via di un inverno non molto nevoso ma ricco di precipitazioni che si concentrano soprattutto a marzo. La primavera porta in dote giornate soleggiate e temperature alte, in alcune zone sopra la media di periodo. Ad aprile si resta costantemente sopra i 20 gradi. Queste condizioni, congiuntamente all’ottima riserva idrica, innescano un anticipo della vegetazione.

A maggio e giugno, soprattutto in alcuni settori, si ha una parziale normalizzazione dei tempi di sviluppo vegetativo per via di alcune precipitazioni. Nelle posizioni meno felice compaiono alcuni focolai di peronospora che non destano tuttavia particolari preoccupazioni. Nelle zone dove le precipitazioni sono marginali si conserva un leggero anticipo dello sviluppo vegetativo che si protrarrà fino alla vendemmia.

L’invaiatura nelle vigne più calde comincia in anticipo di una decina di giorni (nella Vigna Rionda si scorgono i primi acini invaiati il 18 luglio). Agosto registra un nuovo picco di temperature, anche se le insidie maggiori provengono dalla presenza di correnti calde che, nelle situazioni più gravi, portano qualche segno di disidratazione sui grappoli delle vigne che associano esposizioni a sud sud-ovest e altitudini contenute. Le temperature alte permangono fino all’autunno. L’unico elemento di discontinuità è rappresentato dall’arrivo di leggere perturbazioni che interessano a macchia di leopardo determinati settori tra il primo fine settimana e la seconda settimana di settembre. Precipitazioni che in questi contesti consigliano e permettono di posticipare i tempi di raccolta.

La raccolta si svolge in un arco di tempo piuttosto dilatato, indicativamente tra il 20 settembre il 14 ottobre.


LA SELEZIONE DEI VINI, UNA RIGA DI DESCRIZIONE UN INDICE DI GRADIMENTO PERSONALE (da * a *****).
 
PRIMA TERNA

Barbaresco Riserva Asili 2011 Produttori del Barbaresco (Barbaresco): Una bottiglia dalle atmosfere autunnali, sorso snello e tannino ruvido. Sottotono. **
Barbaresco Riserva Roccalini 2011 Cascina Roccalini (Barbaresco): Un vino contemporaneo, naso arioso e croccante, sorso succoso foderato da un tannino soffice. Da bere davvero a grandi sorsi. ****
Barbaresco Albesani Vigna Santo Stefano 2011 Castello di Neive, magnum (Neive): Elegante e composto, solito portamento aristocratico e buona propensione evolutiva. ***+

SECONDA TERNA

Barbaresco Riserva Rabajà 2011 Giuseppe Cortese (Barbaresco): L’energia e la solidità dei grandi Rabajà, in una versione vitale e incalzante. Sorso teso, acidità saporita e tannino di spessore. Tra i migliori Barbaresco assaggiati in questo millesimo. *****
Barbaresco Riserva Rabajà 2011 Produttori del Barbaresco (Barbaresco): Ordinato e composto, solido ed elegante al contempo. Un buon Rabajà. ***+
Barbaresco Pajoré 2011 Cantina Rizzi, magnum (Treiso): Partenza riduttiva, poi buona distensione. Una versione elegante che predilige la superficie. ***
 
TERZA TERNA

Barbaresco Pajoré 2011 Sottimano (Treiso): Un vino fatto di luce e agrumi, di toni ascendenti piuttosto che immanenti, dal sorso tattile ed elegante proprio come accade alle migliori interpretazioni di questa vigna. ****
Barbaresco Riserva Rizzi Vigna Boito, magnum (Treiso): Stessa partenza riduttiva del Pajoré per poi liberarsi in un sorso grintoso e vettoriale. Convincente. Notevole propensione evolutiva. ***+
Barolo Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 2011 Cavallotto (Castiglione Falletto): Assaggio inficiato da un tappo poco performante. NG
 
QUARTA TERNA

Barolo Bricco delle Viole 2011 Vajra (Barolo): Un Barolo che vive di toni chiaroscurali e sorso delicatamente verticale. Una bevuta più rassicurante che docile. ***+
Barolo Riserva Sarmassa Vigna Bricco 2011 Brezza (Barolo): Un vino di taglio classico e dalle atmosfere chiare e rarefatte. Sorso radiale, carnoso e avvolgente. ****
Barolo Ravera 2011 Vietti (Novello): Barolo geometrico nelle proporzioni e nello sviluppo cadenzato del sorso. Essenza di vigna e millesimo, che preferisce la prevedibilità ai sussulti. Armonico. ***+
 
QUINTA TERNA

Barolo Ginestra Vigna del Gris 2011 Conterno Fantino (Monforte d’Alba): A 10 vendemmie da un’altra grande edizione (leggi 2001), si ritrova un Gris di sostanza e dettaglio agrumato. Tra i migliori del millesimo a Monforte. ****+
Barolo Villero 2011 Giacomo Fenocchio (Castiglione Falletto): Qualche tocco surmaturo e un portamento un po’ compassato, per un Barolo piacevolmente classicheggiante. ***
Barolo Riserva Vigna Rionda 2011 Massolino (Serralunga d’Alba): L’austerità della Vigna Rionda assume in questa bottiglia qualche tono terziario, pienamente riscattato da un palato di notevole cilindrata, sia per tannino, sia per profondità. ****

SESTA TERNA

Brunello di Montalcino Vigna Soccorso 2011 Tiezzi: Taglio sartoriale di un Sangiovese di succo e dinamismo notevole. Il calore è declinato in note chiare e in un tannino spavaldo. ****
Barolo Riserva Falletto Vigna Le Rocche 2011 Bruno Giacosa – Azienda Agricola del Falletto (Serralunga): Un Barolo che impressiona per lo spessore e la grana finissima del tannino, incastonato in un sorso sostanzioso e al contempo arioso. Naso di ricami floreali e dettagli agrumati. *****
Barolo Otin Fiorin Pié Franco 2011 Cappellano Dott. Giuseppe (Serralunga): Un Barolo che si muove in punta di piedi, danzando tra le dolci pieghe di un cuscino. Ponderato e saporito nel naso quanto nel sorso. ****+