LA PROVENZA, UN DIARIO DI BORDO - La redazione

LA PROVENZA, UN DIARIO DI BORDO - La redazione
GLI ENOCODERS
Li sentivo parlare di questo viaggio da un po’ di tempo, li ascoltavo per capire come si sarebbero organizzati e cosa avrebbero fatto. Poi più niente.
Sono partiti, così, all’improvviso, come quelle api operaie di cui senti il ronzio quando sono già a metà dell’opera. La destinazione? Provenza.
Gli ho chiesto allora di scrivere un diario a più mani, in tempo reale, con foto e impressioni da regalarmi per le letture estive, per viaggiare con l’immaginazione.  
 
Kit sapientino... per arrivare fino a qui!
IL PAESAGGIO
La Provenza è una delle tredici regioni metropolitane di Francia (Provence-Alpes-Cote d’Azur), delimitata a nord-est dalle Alpi Marittime e dal confine con l’Italia, a sud dal Mar Mediterraneo e a ovest dal Languedoc-Roussillon. Il suo legame con la viticoltura risale al VII secolo a.C., nel riverbero dell’espansione commerciale greca. Una lunga tradizione vinicola, quindi, che oggi vanta circa 30.000 ettari vitati (alla pari di Champagne e Borgogna) con una produzione ufficiale che si attesta sul 1.300.000 hl, a ruota della Borgogna.
Gran parte del paesaggio è composto da colline ricoperte di macchia mediterranea e lecci che si alternano a falsipiani calcarei scolpiti dall'erosione.
Geologicamente l’omogeneità più rilevante è rappresentata dal massiccio cristallino dei Mori, che da St Raphaël giunge fino a Bandol.
 
IL TERRENO E IL CLIMA
La maggioranza dei suoli è di natura argillo-calcarea, con affioramenti di gres, di marne e di calcare dolomitico. Le ore di sole vanno da 2700 a 2900 l'anno, con precipitazioni intense concentrate su pochi giorni in autunno e più raramente in primavera.
Le estati sono calde e secche per via del Mistral che soffia da Nord incanalandosi lungo il Rodano; gli inverni sono miti, caratterizzati dall'alternanza tra brezze marine calde e umide e venti settentrionali freschi e secchi.
 
I VITIGNI
I vitigni a bacca rossa più coltivati sono: syrah, grenache, cinsault, mourvedre, tibouren, carignan, e cabernet sauvignon. I vitigni a bacca bianca più diffusi sono: rolle (vermentino) ugni blanc (trebbiano) clairette, bourboulenc (malvasia) e semillon.
(nella foto la mourvedre allevata tradizionalmente ad alberello)



LE DENOMINAZIONI (AOC)
Le appellazioni sono: Bandol, Palette, Cassis, Bellet, Le Baux de Provence, Coteaux d'Aix en Provence, Coteaux Varois en Provence, Coteaux de Pierrevert e Cotes de Provence con le sottozone di Sainte Victoire e Frejus.
Tutte le appellazioni contemplano la possibilità di produrre Rossi, Rose' e Bianchi e i disciplinari invitano all'utilizzo di almeno 2 vitigni.
 

IL VIAGGIO
Grigio da premonizione...
Partenza monocromatica come un’opera di Yves Klein o di Robert Rauschenberg.
Grigio plumbeo è il cielo, grigio asfalto è la strada, grigio metallizzato è il colore delle vetture che ci precedono. Gris in francese significa grigio ma anche ’ubriaco’.
Che sia una premonizione ?
Il grigio delle nuvole ci scorta per tutta l'Italia attraverso la Costa Azzurra fino alla Provenza.
Siamo arrivati, qui ci accolgono un celeste intenso e un’aria tersa che esalta i verdi disomogenei della macchia e la balsamicità penetrante delle resine dei pini marittimi.
 
La prima giornata di visite la passiamo nei pressi di Saint Remy en Provence, a una manciata di chilometri a sud di Avignone, il Rodano meridionale è a un passo.
Qui la denominazione di casa si chiama Les Baux de Provence. Si tratta di una appellazione di 250 ettari, i cui vigneti si distendono sui versanti sud e nord della piccola catena montuosa conosciuta come Alpilles. I suoli sono di natura calcarea e risalgono al cretaceo. Il clima è fortemente influenzato dal Mistral, che giunge dal bacino del rodano apportando aria fresca che contrasta la spiccata insolazione. Il tessuto produttivo, seppur limitato, è ricco di talenti e percorsi eccentrici, spesso al di fuori dei tradizionali standard della AOC. I vini uniscono un carattere fortemente mediterraneo a una freschezza superiore alla media della regione.
 
RITRATTI (PRIMA GIORNATA)
Incontriamo Teophile Milan, figlio di Henri. Lavorano secondo i dettami della biodinamica e vinificano a grappolo intero. I suoi terreni, piuttosto poveri, sono caratterizzati da graves e sabbie marine, sovrapposte a marne blu che favoriscono l'apparato radicale nella gestione idrica.
I suoi vini hanno una beva fragrante e soave, probabilmente la vinificazione a grappolo intero e l’uso vicino allo zero di solfiti (ricavati dall’Etna) aiutano ad attenuare il calore della zona.


 
Dal naif e anarchico Henri Milan, morbido e seduttivo financo nelle battute in italiano, ci scontriamo contro il muro di acciaio di Dominique Hauvette. Occhiate indagatrici scaturite da occhi vitrei sul nostro drappello; incedere sghembo, naso adunco, fili d'argento raccolti in uno chignon poco parigino e molto amazzone, profondi solchi sul volto che probabilmente mettono in diretto contatto con un’interiorità inquieta.
 
Ma……. sotto l'aspetto algido e i modi burberi, la vignaiola emana uno charme che nasce proprio dalla sua fragilità. Costante è la sensibilità produttiva votata all'espressione del vigneto, meno univoca è la variegata tipologia dei contenitori di fermentazione e di affinamento.


 
I vigneti e la cantina del Domaine de Trévallon introducono l'estetica del fondatore: Eloi Durrbach. Parigi, Saint Tropez, il padre artista amico di Picasso...c'è tutto questo nel suo tempio di buon gusto, armonia tra linee e colori, contrasti tra luci e ombre, varietà nelle essenze coltivate di corredo alla vite. La produzione è ridotta al minimo: un vino bianco e un vino rosso. Entrambi di gran classe, con il rosso che svetta grazie a un eccellente abbinamento tra la camicia di seta dei polialcoli e il cappotto di tannini di gran foggia. A destare qualche rammarico, per i sostenitori della tradizione provenzale, è la scelta di allontanarsi dalla mourvedre per abbracciare il più internazionale cabernet sauvignon. Al suo fianco il syrah.


 
RITRATTI (SECONDA GIORNATA)
La seconda giornata di visite è concentrata su Bandol, certamente l’AOC più tradizionale della Provenza. 1550 ettari suddivisi tra 61 produttori che si contendono una delle offerte più qualitative della regione. I vigneti si estendono sulle dolci colline (mai superiori ai 300 m/slm) a ridosso del centro turistico del villaggio, avvolti dalla sovradimensionata AOC Cote de Provence. I suoli sono caratterizzati da argille rosse, alternate nell’entroterra a rocce e marne del Triassico. La produzione è ad appannaggio dei vini rossi e la varietà di riferimento è la mourvedre (max 95%), di solito tagliata con grenache e cinsault. I vini rossi di Bandol presentano un carattere spiccatamente mediterraneo, con acidità contenute e tannini decisi che chiedono tempo in vetro prima di distendersi.
 
La prima tappa è tra i vigneti di mourvedre ad alberello di Terrebrune, che si presentano meravigliosamente incastonati tra terra rossa e cielo blu mattutino. Tutti i vini assaggiati rivelano una materia prima di gran qualità e una propensione stilistica che non ignora la verticalità. Sorprendente, nell’assaggio di bottiglie aperte da diversi giorni, è il matrimonio con l'ossigeno. La propulsione acido salina promette una vita lunghissima, emblematico un rosé del 2004 assaggiato per la soddisfazione dei palati.

 

Segue Château Pibarnon, una delle aziende più in alto dell'appellazione Bandol. La vista dei vigneti terrazzati che anticipa l’arrivo in cantina carica di aspettative i visitatori. E’ un’azienda di grande storicità, sui cui vini la “critica” di Enocode, proprio come quella francese, si è divisa. Il rigore nella gestione di vigna e cantina si apprezza soprattutto assaggiando i rossi che hanno qualche primavera alle spalle. Lo stile è all’insegna della precisione e della materia. Le strutture tendono a slanciarsi solo con qualche anno di bottiglia.



La discussione su Pibarnon ci accompagna durante il veloce pranzo nel porto turistico, dove, tra insalate e caffè, proviamo a limitare le calorie che si sommeranno a quelle liquide del mattino.
 
Puntuali come un orologio svizzero alle 14,30 siamo già a Chateau Vannières, la cui struttura risalente al 1547 si staglia maestosamente su una piana brulla e sassosa.
Il proprietario è un mélange ben riuscito tra Briatore e Ducasse, anche se la polo color lilla e la postura lo avvicinano più al primo. Il suo punto di riferimento è Bordeaux, tra i suoi clienti storici ci sono i personaggi della F1 (Le Castellet è ad un passo). Parker ne apprezza i vini caldi e avvolgenti che donano generosamente spezie dolci grazie anche alla quota di barrique in affinamento. Alla luce di una serie di assaggi maturiamo l’idea che a partire dai primi anni Duemila il suo rosso si sia un po’ appesantito.
 


Oramai a pomeriggio inoltrato e con un’attenzione crepuscolare ecco l’incontro che risolleva morale e concentrazione. Si, perché quando ci accoglie il patron del Domaine De La Bégude, Guillaume Tari, la sensazione è di essere catapultati in un topos della saga cinematografica di Indiana Jones. Giusto il tempo di parcheggiare le nostre auto che ci troviamo a dorso di una jeep scoperta per un tour delle vigne aziendali. Il viaggio è di quelli da rimanere senza fiato, sia per le scenografie, sia per la guida di Guillaume, che d’improvviso si mette a dare la caccia a un cinghiale tra sentieri che a fatica percorreremmo a piedi.
 
Tante micro-parcelle sparse in mezzo alla macchia a 400 mt di altezza sul limitare di un parco protetto. Le cantine ricavate in un antico monastero merovingio del VII secolo.
I suoi vini si fanno bere volentieri, soprattutto per via di una salinità che ne agevola la beva, eppure Bordeaux sembra vicina, molto vicina. Non per niente la famiglia Tari è proprietaria di Chateau Giscours a Margaux.
 

RITRATTO (TERZA GIORNATA)
Oramai con le valigie caricate in auto e già sulla strada del ritorno, il mercoledì mattina ci ha aperto le porte del Domaine Tempier, uno dei templi dell’enologia provenzale. Gli appezzamenti sono collocati nella parte nord del grande anfiteatro calcareo del Bandol, dove sono stati individuati tre cru che vengono vinificati in purezza e che fanno compagnia al Bandol “Classique”: La Tourtine, Cabassaou e La Migoua. I primi due provengono dallo stesso fronte geologico calcareo datato 85 milioni di anni fa (Santoniano). Si trovano a ridosso della struttura aziendale, con i 6,5 ettari de La Tourtine che dominano il singolo ettaro del Cabassaou. 40 anni la media delle viti per il primo e 60 per il secondo. La Migoua è la vigna più alta dell’azienda, a 270 m/slm, su calcare del Triassico datato 225 milioni di anni fa. Uve diraspate, estrazione con tocco leggero e affinamento tradizionali in vecchie e grandi botti di legno per vini di grande precisione, materici ma tecnicamente cesellati. Complessi e vicini al territorio. Vini di grande propensione evolutiva. Tutti ci siamo trovati concordi nell’apprezzamento del Bandol “Classique”, de La Tourtine e del Cabassaou.
 


Alla fine la Provenza...cos’è?  
 
In definitiva la Provenza è un territorio molto attraente che rappresenta uno dei brand paesaggistici più efficaci al mondo. La viticoltura ha origini antiche, ma la produzione continua a essere dominata (80% del totale) da rosati poco qualitativi.
In antitesi al rosa ci sono AOC, come Bandol o Les Baux, che spostano l’accento verso rossi mediterranei e fascinosi.
In vigna il sole e il vento creano le condizioni ideali per una gestione ragionata e “bio”. In cantina i modelli di riferimento sono il Sud del Rodano e Bordeaux. I prezzi sono condizionati dalla richiesta della ristorazione della costa e dal turismo nordamericano e nordeuropeo che ritiene "convenienti" costi che in Italia sono considerati di fascia alta.
Un buon Bandol Rosso costa all'ingrosso come un Brunello o un Barolo.
 


Si torna a casa, si pensa a una degustazione...così anche per dare una continuità liquida a questo viaggio, che dalle tinte rosa noi abbiamo spostato sul rosso profondo della mourvedre.
 
OFF: quello che abbiamo tagliato e quello di cui non vi abbiamo parlato!
A Chateau de Trévallon sapevamo con certezza dopo la degustazione... sarebbero arrivati gli alieni, Dart fener e Skywalker.


 
93/100
ALPILLES IGP ROUGE 2013 DOMAINE DE TRÉVALLON

ALPILLES IGP ROUGE 2013 DOMAINE DE TRÉVALLON

L'assemblaggio è di quelli originali (cabernet sauvignon e syrah), con il cabernet che ha il compito di portare quella tensione sconosciuta alla più tradizionale mourvedre. Eppure il risultato trasuda Provenza, con i richiami alla macchia mediterranea che crescono con il passare dei minuti, allineandosi a un frutto deciso e a note varietali che passano dal friggitello per arrivare al rafano. L'aria lo stratifica e lo rende sempre più seducente. Piacevole la speziatura pepata in sottofondo. La bocca ha ingresso preciso, quasi setoso. Lo sviluppo è verticale, più denso che materico. L'alcolicità è tenuta a freno da un sapore coinvolgente e da una sapidità che mantiene la chiusura dritta e al riparo da pericoli. Un vino cangiante, dal rubino della vista fino al dinamismo del palato. Arriva al cuore. Annata che contribuisce alla freschezza.
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: DOMAINE DE TRÉVALLON
DENOMINAZIONE: ALPILLES IGP
NOME: ROUGE
ANNO: 2013
PREZZO ONLINE: € 70
91/100
BANDOL ROUGE 2013 DOMAINE DE TERREBRUNE

BANDOL ROUGE 2013 DOMAINE DE TERREBRUNE

Solido, coerente e vicino al territorio. Un Bandol che si schiarisce lentamente aprendo la strada al dettaglio e a un ventaglio aromatico che trasporta la mente verso la macchia provenzale. Succo di mirtilli, resina di pino, china, ginestra e sandalo sono solo alcune delle percezioni che si fanno via via più insistenti con il passare delle ore e dei giorni. La gestione del legno è pregevole, la schiettezza rustica della mourvedre pure. La bocca ha un ingresso preciso, materico ma non sovradimensionato. La struttura acido-sapida alimenta un allungo saporito e avvolgente. Tannicità dolce e piacevolmente selvatica, corroborata da una scia di sale che allunga il finale e massaggia le papille gustative. Un vino che può essere goduto ora come tra 15 anni. Sottotono l'assaggio del complicato millesimo 2011 (87/100), mentre splendido quello del "costiero" 2006 (92). 85% MOURVEDRE 15% GRENACHE E CINSAULT
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: DOMAINE DE TERREBRUNE
DENOMINAZIONE: BANDOL
NOME: ROUGE
ANNO: 2013
PREZZO ONLINE: € 28
90/100
BANDOL ROUGE LA BRULADE 2013 DOMAINE DE LA BÉGUDE

BANDOL ROUGE LA BRULADE 2013 DOMAINE DE LA BÉGUDE

Quello nel calice è un vino che strizza l'occhio a Bordeaux, ma non per questo perde di vista l'obiettivo e la territorialità. Dietro a un rovere appena cioccolatoso, meno banalotto di quello che  si potrebbe pensare, si fanno strada sensazioni di fiori blu, pepe, grafite, resina di pino, erbe officinali, garriga costiera e un concentrato di succo di mirtillo che invita al sorso. L'ingresso al palato è preciso, supportato da una freschezza che non smette di apportare mai il proprio contributo a una materia calibrata. L'allungo è saporito e scortato da una sapidità che risulta essere il valore aggiunto di questo Chateau. Tannino deciso (venialmente verdognolo), che sarà anche più disteso con qualche mese in più di vetro. Un eccellente Bandol. 95% MOURVEDRE 5% GRENACHE
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: DOMAINE DE LA BÉGUDE
DENOMINAZIONE: BANDOL
NOME: LA BRULADE
ANNO: 2013
PREZZO ONLINE: € 38
89/100
VIN DE FRANCE C.L.O.S. MILAN 2009 HENRI MILAN

VIN DE FRANCE C.L.O.S. MILAN 2009 HENRI MILAN

La caccia alle streghe nei confronti della SO2 è un atteggiamento coraggioso quanto trendy. Una tendenza pericolosamente diffusa nei salotti reazionari del "BIO-DURISMO", verso la quale nutro non poche perplessità, peraltro avallate, ahimè, anche dal vino in questione. Sorvolando sulla cromaticità "precocemente autunnale" (Gravina Cit.), quello che suscita il rammarico più profondo è quella sensazione di apertura che con l'aria vira impietosa su toni ossidativi. E' un vero peccato perché il vino è un concentrato di mediterraneità: oliva in salamoia, pomodoro, radice di liquirizia, elicriso, pepe, sanguinella, china e tanta macchia. La bocca ha un ingresso preciso, leggero, aereo eppure presente di materia e dolcezza. La freschezza lo aiuta a non allargarsi troppo e lo spinge in un allungo piacevole e saporito. Chiude con un  tannino integrato e un calore che si fa via via più insistente. Bevuta consigliata entro i prossimi 5 anni. GRENACHE E SYRAH
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: HENRI MILAN
DENOMINAZIONE: VIN DE FRANCE
NOME: C.L.O.S. MILAN
ANNO: 2009
PREZZO ONLINE: € 35
88/100
BANDOL ROUGE 2014 DOMAINE TEMPIER

BANDOL ROUGE 2014 DOMAINE TEMPIER

Un Bandol particolarmente scuro nel profilo e nella lettura. Caratteristiche in parte ascrivibili a uno stile che non disdegna le chiusure e in parte a una giovinezza che lascia comunque speranzosi per il futuro. Colore purpureo, come purpurei sono i richiami ai piccoli frutti neri, al mirto e alla china. La reticenza all'ossigeno non limita l'insorgere dei richiami alle erbe aromatiche. La bocca suscita una doppia analisi: quella positiva è legata ha un ingresso materico setoso, di gran classe; quella meno entusiasmante è figlia di una carenza di tensione che finisce con il rendere poco progressivo e coinvolgente un allungo glicerico. Tannicità decisa e appena ruvida. Un vino tecnico ma anche di territorio. Per una migliore lettura l'attesa è di almeno due anni. 75% MOURVEDRE 25% GRENACHE, CINSAULT E CARIGNAN
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: DOMAINE TEMPIER
DENOMINAZIONE: BANDOL
ANNO: 2014
PREZZO ONLINE: € 28
88/100
VIN DE FRANCE LE VALLON MILAN 2010 HENRI MILAN

VIN DE FRANCE LE VALLON MILAN 2010 HENRI MILAN

Sarà anche meno articolato del Clos Milan, ma questo Vallon incanala tutta l'energia del millesimo 2010 e, complice anche l'utilizzo (seppur omeopatico) della solforosa, rivela una tensione e una vitalità che lo mantengono integro anche a una settimana dalla stappatura. Il naso è un infuso di erba medica, a cui si aggiungono note di propoli, genziana, cera d'api e incenso. Un naso piccante e suggestivo. La bocca è tesa, salata e saporita. Essenziale nello sviluppo, ma di sicura godibilità. GRENACHE, SYRAH, MOURVEDRE E CINSAULT
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: HENRI MILAN
DENOMINAZIONE: VIN DE FRANCE
NOME: LE VALLON
ANNO: 2010
PREZZO ONLINE: € 18
87/100
LES BAUX DE PROVENCE AMETHYSTE 2012 DOMAINE HAUVETTE

LES BAUX DE PROVENCE AMETHYSTE 2012 DOMAINE HAUVETTE

E' un vino pacato e introspettivo, proprio come l'atmosfera che si respira al Domaine Hauvette. La trasparenza del colore si riflette in un incedere leggiadro, al naso quanto al palato. Tra tutte si intercettano chiaramente note di propoli, genziana, scorza d'arancia e bitter. Un naso purtroppo molto aperto, che porge il fianco a un'evoluzione precoce. L'aria, che da un lato ne accentua il profilo mediterraneo (macchia e mirto), dall'altro lo schiaccia su note ossidative limitanti. Nonostante tutto la bocca ha un ingresso elegante, quasi privo di peso, con una struttura che lo mantiene scorrevole e in beva. L'allungo denota un calo di energia e di frutto. Chiude con pulizia e con un pizzico di calore. Ugualmente intrigante, mediterraneo e fané. 60% CINSUALT 30% CARIGNANO 10% GRENACHE
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: DOMAINE HAUVETTE
DENOMINAZIONE: LES BAUX DE PROVENCE
NOME: AMETHYSTE
ANNO: 2012
PREZZO ONLINE: € 30
87/100
BANDOL ROUGE 2013 CHATEAU PIBARNON

BANDOL ROUGE 2013 CHATEAU PIBARNON

Su Chateau Pibarnon la critica di Enocode - proprio come quella francese - si è divisa e solo lo spirito olimpico ha permesso di sedare gli animi al termine di un'accesa discussione. Visto che le opinioni sono rimaste comunque distanti, in veste di curatore mi assumo ogni responsabilità e pubblico il mio punteggio. Nessun dubbio sulla qualità della materia prima o sull'abilità estrattiva, ma non poche perplessità invece sull'energia dell'allungo, dove la mole della materia (dal mio punto di vista) avrebbe meritato maggiore verve acido-sapida. Allo stato attuale la struttura tende ad allargarsi eccessivamente, il sapore rimane troppo in disparte e la voglia di versarsi un nuovo calice anche. Sarò stato troppo duro? può essere. Ai posteri l'ardua e definitiva sentenza. 90% MOURVEDRE 10% GRENACHE
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: CHATEAU PIBARNON
DENOMINAZIONE: BANDOL
ANNO: 2013
PREZZO ONLINE: € 35
87/100
BANDOL ROUGE 2014 DOMAINE DE LA BÉGUDE

BANDOL ROUGE 2014 DOMAINE DE LA BÉGUDE

Distante da La Brulade in termini di complessità e gestione del rovere, simile in termini di peso e spinta salina. La giovinezza del naso non nasconde un buon apporto di frutto e una componente mediterranea che crea imprevedibilità in una struttura tecnica e sostanzialmente prevedibile. Chiude con un tannino di buona fattura e la consueta scia salina firmata "Bégude". L'aria accentua le dolcezze del rovere. 90% MOURVEDRE 10% GRENACHE
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: DOMAINE DE LA BÉGUDE
DENOMINAZIONE: BANDOL
ANNO: 2014
PREZZO ONLINE: € 22
85/100
BANDOL ROUGE 2011 CHATEAU VANNIÈRES

BANDOL ROUGE 2011 CHATEAU VANNIÈRES

La "nouvelle vague" europea all'insegna della sottrazione (termine che pare già démodé) certo poco si addice al modello mediterraneo di Bandol e ancora meno alla tendenza concentrativa dello Chateau Vannières, dove i vini sono al momento vettori di materia, calore e aperture. In questa versione rovere e millesimo contribuiscono a rendere ancora più ricca una struttura che finisce per risultare contratta e un po' grossolana. Lontano dall'ottima e vitale versione del 1992 assaggiata in separata sede: un vino privo di segni ossidativi, più disteso e scorrevole, probabilmente figlio di un'enologia meno intensiva. 95% MOURVEDRE 5% GRENACHE
REGIONE: PROVENZA
PRODUTTORE: CHATEAU VANNIÈRES
DENOMINAZIONE: BANDOL
ANNO: 2011
PREZZO ONLINE: € 28