Curiosi sempre.

Curiosi di scoprire l’anima del vino, la zolla di terra da cui proviene.

Curiosi di guardare negli occhi e ascoltare gli artefici e gli autori di quel che beviamo.

Non amiamo le tifoserie, tantomeno crediamo che il vino debba essere l'oggetto di dispute tra fazioni che sono necessariamente “pro” e “contro” qualcosa.
Ogni vino ha un proprio linguaggio che noi vorremmo fosse comunicato con trasparenza.

L'Artigiano è la figura al centro della nostra curiosità, ma siamo consapevoli che la produzione di vino di qualità non possa essere ad esclusivo appannaggio di questa figura.
Il vino è alimento, materia viva, ma anche bene edonistico.

La sua narrazione è una curiosa questione!
FILIPPO APOLLINARI

FILIPPO APOLLINARI

Considero la tavola un luogo di aggregazione e confronto culturale. Lo spirito di convivialità si è evoluto in me come passione viscerale, quasi un’ossessione.Tanto studio, università, trasferte, chilometri di pensieri e lavoro "sul bicchiere". Così il vino si è trasformato in una professione.
Un viaggio senza sosta, volto a saziare la mia curiosità.

È l’ideatore di Enocode, questo diario di appunti sul vino e non solo.

Collaborazioni passate e presenti: Guida ai Vini d'Italia del Gambero Rosso, Reporter Gourmet, Civiltà del Bere, Enologica, Gagarin.
STEFANO ZAGHINI

STEFANO ZAGHINI

A cavallo dei 2000 consumo treni di gomme alla scoperta di produttori e cantine che incrocio nel mio bicchiere. Nel 2006 ottengo il diploma di sommelier sotto i "colpi" di Roberto Gardini. Il giorno dopo sono già in giro tra Romagna e Marche a seguire progetti di degustazioni cibo-vino per ristoratori e appassionati. Passo il mio tempo tra architettura, studio e degustazioni, senza saziarmi mai!

Architetto, cuoco e irriducibile degli spumanti, Stefano cura quasi in esclusiva le nostre rubriche sulle bollicine. E' un padrone di casa caloroso ed eclettico, se avrete la fortuna di partecipare a una delle sue serate lo vedrete passare dalle pentole al pianoforte con sorprendente naturalezza...e questo ci piace!

Collaborazioni attuali: Guida ai Vini del Gambero Rosso.
VITALIANO MARCHI

VITALIANO MARCHI

Viaggio per lavoro. Italia, Europa, ogni luogo è una scusa per coltivare questa passione profonda che nutro per il mondo del vino. Perché è pura forza aggregante, perché è cultura che stimola nuova ricerca. Ho cominciato come puro autodidatta e ora mi ritrovo delegato Ais di Ravenna.

È il saggio del gruppo che ci onora con la classicità e l’accademia dello sguardo e dei modi. Ci piace questa sua pacatezza espositiva e la calma con cui si gusta la vita.

Collaborazioni attuali: Emilia Romagna da bere e da mangiare, Vitae, Sommelier on-air.
OFELIA BARTOLUCCI

OFELIA BARTOLUCCI

Il vino è una questione di identità, persone e storie. Ho un background di antropologia linguistica e miriadi di lavori interessanti che non farò mai più. Al vino ci arrivo per diletto, perché credo che le storie migliori si raccontino a tavola. Tradisco il percorso di sommelier - al secondo livello - per intraprendere il percorso Onav. Il mio è l'approccio dei piedi scalzi in vigna e del perché delle stagioni.

È la nostra scimmia fuori dal coro, nessun codice, al di là del vino con molti "perché". Cura la rubrica NOCODE, dove le concediamo oltremisura di trattare il mondo del vino in maniera pop!

Collaborazioni attuali: ghostwriter e brand manager.
LUCIO FOSSATI

LUCIO FOSSATI

Studi tecnici, passioni umanistiche (liceo scientifico e giurisprudenza ).Musica jazz (soffiando su sax tenore e contralto ), poesia e arti figurative, partendo dalla folgorazione infantile del fumetto. Primo casuale approccio con la cucina d'autore tramite le guide dei ristoranti nei primi anni 90. Nel primo lavoro da rappresentante il ritmo delle visite ai clienti era dettato dalla presenza della ristorazione di qualità. Naturale conseguenza l'interessamento al vino. Seguono ovviamente i corsi da sommelier e, a metà dei 2000, l'apertura di un'osteria incentrata su vini e gastronomia. Venduta l'attività un paio di anni addietro sono entrato in una fase in cui il pensiero è più diletto che dovere. Domani? Vedremo.